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domenica 13 luglio 2008

Back to the rock

Qualche volta c’è bisogno di tornare indietro in molti sensi, l’estate poi è ricca di profumi, che mi riportano ad altre di molti anni fa, qualcuna vissuta pericolosamente vicino alla bocca di un vulcano, pomeriggi in camere di ragazzini piene di oggetti, reperti di passati altrui, mi piaceva stare lì ed assorbire tutto quell’umore di west coast, di libertà, di creatività, di spirito di rinnovamento, spirito di rinascita. Gli odori di burro e salvia, della resina dei pini che mi portava il vento della sera quando ero disteso sugli aghi. Quelle estati erano condite con molte note ma in quasi tutte c’era un po’ di Soul e di blues, e quando viene l’estate ho bisogno come allora di un po’ di soul un po’ di blues per sentimi addosso quel calore e un po’ di quel languore struggente. Destroyer dei Retribution Gospel Choir, dal loro omonimo album d’esordio è perfetta per tutto questo, chiudete gli occhi e respirate profondamente lasciatevi trasportare dalle ruvide chitarre, dalla voce maledettamente blues e dalla pienezza del suono classicamente rock di questo trio di Duluth, Minnesota, UnitedStates.

I am the destroyer
I am the angel of death
My head is filled with fire
I hear the voices of the dead

Well I watched my angry father
Turning circles in the ground
And I saw the great devourer
Yeah he cut my father down

Well I could have been a sailor
Lay my life down for the queen
But when the ocean took my brother
That put a curse on everything

So I ran to the feet of Jesus
He said "Where the hell you been, boy?"
I've been to the top of the highest mountain

domenica 24 giugno 2007

Il volo della libellula



E’ uscito un nuovo disco dei Low, forse siamo lontani di qualche anno dalle loro migliori prove, ma questo Drums and Guns mi piace molto. Ci sono molte belle melodie, alcune orecchiabili, ma non si rinuncia, mai in ogni pezzo, a sperimentare qualcosa, a mettersi di nuovo in gioco pur essendo delle star acclamate. Le chitarre non sono quasi mai usate in maniera consona come da accompagnamento o per un assolo, lo stesso dicasi per la batteria o meglio si dovrebbe dire per “i ritmi”. Il colore di tutto il disco è oscuro, ipnotico, messianico. Molti brani hanno un andamento circolare e la frequenza è molto bassa. Dragonfly é un volo sulle ali di una libellula, un volo al rallentatore bellissimo, sinuoso, si ha la sensazione di cavalcare la curatissima voce di Alan Sparhawk. Il Ritmo è scandito da una sorta tavola di legno che rimbalza, il suono è costellato da una serie di feedback ma non mancano scriccioli elettronici e ronzii che impreziosiscono il pezzo dalla struttura robusta fornita da una tastiera aerea che sembra scivolare spesso nella distorsione. Riascoltatevelo bene questo brano nei suoi minimi particolari, non vi stanca e ne scoprirete i dettagli che sono la parte migliore.

Maggiori informazioni

http://www.chairkickers.com/
http://www.youtube.com/watch?v=4VfvUl_GKKM&mode=related&search=