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mercoledì 21 novembre 2007

Antico e nuovo (Lato B)

Da questo numero cominciamo una rubrica che si chiama "Lato B". Segnaliamo sempre un solo brano ad album ma molte volte i brani che ci colpiscono sono più di uno. Pertanto, se non possiamo farne a meno, il mercoledì successivo all'articolo principale del fine settimana troverete queste segnalazioni. Cominciamo dunque col segnalarvi un altro bellissimo pezzo di Piana dall'album Eternal castle. Campanelli reverse aprono e chiudono Ancient note al centro una delicata melodia. Un'ultima cosa prima di abbandonare questa artista: non mancate di guardare il raffinatissimo video "Something lost".

sabato 17 novembre 2007

Bianchi, soffici, freddi

Qualche anno fa me ne tornavo a casa a notte fonda, attraversando una stretta strada provinciale nel freddo dell’inverno. Il cono di luce dei fari illuminava la striscia bianca della mezzeria e poi niente più, buio assoluto. “Battiti” su Radio3, trasmetteva una vocina dal lontano Giappone. Mi piacque moltissimo quel pezzo, annotai la cantante, ma lo cercai invano. C’ho rimesso pure qualche soldo d’anticipo, “Sì ce lo manderanno” ma poi dopo un po’ di settimane di tentativi ho lasciato perdere. Però quel nome l’ho conservato in qualche piega della corteccia celebrale. Naoko Sasaki in arte Piana recentemente ha pubblicato il suo terzo album Eternal Castle. Il mio pezzo preferito è Snowflakes. Si apre con una voce che introduce una pioggierellina di glitch stereofonici. Il ritmo è quello di un respiro. Sospensione e freddo, stanze vuote e bianche. La voce di Naoko sempre al limite, come si fa da quelle parti del mondo. Eleganza estrema. Il brano verso la metà sembra interrompersi e invece si apre compiendo un piccolo miracolo, batteria e archi per un suono circolare e avvolgente, una sorta di ritornello al centro della canzone. Brandelli di voci e sussurri che ci accompagnano dall’inizio girano sempre intorno e chiudono il pezzo che si affievolisce quasi come ad accompagnare un sogno § CodaDrone. Un pezzo, che come altri che ho segnalato è pieno, ricco, contiene un sacco di cose belle e preziose. Un piccolo scrigno.
Lo puoi ascoltare su:

sabato 27 ottobre 2007

Paesaggi spaesati


Quale musica per un paesaggio che scorre al finestrino di un treno? Una musica distorta, artificiale, lancinante, splendida. Una tiepida malinconia prende il viaggiatore. Si rende conto che quei suoni sono più complessi di quel che sembra e cerca di ricordare se in passato ha già sentito altrove qualcosa del genere.
Elettronica ma con anima meccanica. Piano piano anche il paesaggio comincia a distorcersi, tutto diventa sospeso, leggero. Quel treno si sta muovendo o è il fuori che corre?
Il viaggiatore penserà che in fin dei conti si può anche ballare, e ci proverà. Ma solo per qualche istante, poi si fermerà e sarà assalito dal dubbio di aver dimenticato qualcosa a casa.
Si ricorderà di un viaggio in Scandinavia e di un altro, tanti anni prima, negli Stati Uniti. Ecco, ha dimenticato un paio di sogni, lasciati indietro. Ancora una volta vedrà scorrere davanti a lui un paesaggio spaesato. Finalmente arrivano note di pianoforte che placano e fanno chiudere ancora gli occhi.
Port Royal - 'Anya: Sehnsucht' (da Afraid to dance).
Collegamenti:
http://www.lastfm.it/music/Port-Royal/_/Anya%3A+Sehnsucht
http://www.myspace.com/uptheroyals


domenica 21 ottobre 2007

Suoni del nostro tempo

Avete visto nella foto qui accanto chi spunta dietro il chitarrista dalla chitarra rovesciata? Il nostro Pertini che dice “Italiani brava gente”. Vi ricordate? Ve ne ho parlato qualche tempo fa recensendo la cover di Cristicchi de “L’Italiano”.
In una canzone mi piacciono immediatezza e genuinità, cioè collegamento diretto con le cose che SENTI. Provate a SENTIRE, dunque, We were young dei riminesi Late guest (At the party) nel loro mySpace. Ci sono tutti e due i preziosi elementi in più il sound è veramente quello del nostro tempo con un tessuto elettronico che fa da base ad una canzone funk-punk, non manca una strana chitarra non protagonista e una gran voce che ricorda quella dei Pixies o addirittura i PIL. Siamo dalle parti di una struggente nostalgia di quando eravamo giovani (ma i nostri sono giovani) e visto che abbiamo toccato questi temi e che sono in vena di esperimenti vi propongo , dopo avere ascoltato We were young, di ascoltare l’ultimo recente album di Black Francis: non c’è né genuinità, né immediatezza tanto meno il sound del nostro tempo. Il cantante dei mitici Pixies, a differenza di altri, ha avuto almeno il buon gusto di rifiutare budget milionari per la ricostituzione dei Pixies.
Copritevi gli occhi e ascoltate la musica, fidatevi delle vostre orecchie che non vi tradiscono mai e diffidate dei titoloni o delle copertine dei giornali specializzati.
Fasti passati, il più delle volte, non bastano, il tempo non si può riavvolgere, se eri giovane non lo sei più e devi provare a fare qualcosa di diverso.

domenica 14 ottobre 2007

UpTempo


Anch'io faccio un passo indietro di un paio di anni quando mi colpì l'uscita di Reflections of the Dark Heat di Kate Wax, la giovane musicista e produttrice svizzera di origini tibetane dalla voce calda e seducente.
Beetles and spider, è una lenta miscela tremendamente creativa di elettronica, pop e techno con numerosi cambi di tempo e varianti in corsa. Si può ascoltare su myspace.
Sembra che dal vivo sia fenomenale. L'ultimo live album ("The Dark Heat Collection III") è senza Beetles and spider ma con la notevole Defroster e si può scaricare gratuitamente su lastfm.
Collegamenti:
http://www.myspace.com/katewax
http://www.kate-wax.com/
http://www.lastfm.fr/music/Kate+Wax/The+Dark+Heat+Collection+III