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domenica 16 dicembre 2007

Ordinarie storie d’amore

Unghie dipinte di rosso su dita che percuotono con sicurezza i tasti di un piano, una linea di trucco appena percettibile, una voce emozionata che canta al mondo la sua storia d’amore ordinaria, con quella venatura leggermente nera che la rende preziosa. Con quella incrinatura che descrive la nostalgia del quotidiano di un amore, che ti fa desiderare ancora di avere due spazzolini da denti nel bicchiere sul lavandino, o due tovagliette per colazione. Ti dispiace persino di non dover più togliere gli involucri del panino che lui lascia sempre in mezzo. Tuttavia il ritmo sostenuto, i battiti di mani, un irresistibile ritornello danno a Foundation di Kate Nash quel sapore ironico che allontana la tristezza ........ insomma lei alla fine fa le valige, ma chissà, forse ritorna.
L’album da cui è tratta Foundation è Made of bricks ma la canzone nasce prima come singolo.


La puoi ascoltare qui http://www.youtube.com/watch?v=orACIBjHuI4


sabato 1 dicembre 2007

Epicentro al cubo

Andiamo proprio all’epicentro, parliamo di quello di cui si parla di più: Radiohead. Con loro il 10 ottobre è finita l’epoca della musica legata ad un supporto, questa si è di nuovo smaterializzata. Tuttavia non c’è da fare i nostalgici, la musica è stata legata ad un supporto solo per un secolo, un tempo brevissimo rispetto alla durata della sua storia e preistoria. Pertanto i vinili, i CD, le audio cassette etc. etc. li possiamo considerare ora una specie di anomalia capitata per un piccolo periodo.
Dunque anche io come tanti sono andato sul loro sito e ho scaricato In Rainbows, quanto ho dato? Una sterlina! Sono stato tirchio? No lo so. Mi piace immaginare che, in un pomeriggio di quest’autunno ai nostri sia saltato un impegno , un'intervista, e trovandosi quell’ora di buco e la mia sterlina tra le mani in un appartamento di Oxford Street al centro di Londra, abbiano deciso di fare quattro passi per andare a comprare l’equivalente di un nostro Duplo, o forse proprio il Duplo. Ne hanno potuti comprare due per quella cifra. Siccome il Duplo ha 3 noccioline si può dividere bene in tre parti, pertanto hanno potuto dividersi cinque pezzettini di Duplo uno per uno e ne è avanzato uno che Thom York ha prepotentemente ingollato con la scusa che si sentiva depresso (è la parte più credibile di tutta la storiella?).
Insomma che dirvi, ho ascoltato e riascoltato questo disco, non me la sento di consigliarvi qualcosa. Mi sembra un disco che rimane dritto dritto nei suoi binari pop-rock senza discostarsi un millimetro da quello che uno si immagina Radiohead. certe volte non sopporto tutta questa coerenza. Avrei apprezzato di più se In rainbows fosse stato veramente un brutto disco. Eppure non c’è, in questo caso, nessuna casa discografica, nessun impresario a imporre cosa bisogna fare: il grande fratello siamo noi!

domenica 4 novembre 2007

Epicentro

A chi ci dice che la maggior parte della musiche che proponiamo provengono dalla “periferia”, in senso più lato possibile, rispondo con questo mio “epicentro” che ci riporta nel fulcro di tanta musica di sempre. Finalmente parliamo di cose che nascono a Londra! Siamo in territorio Dubstep, il gruppo si chiama Vex’D (Jamie Teasdale, Roly Porter), l’album è Degenerate e il pezzo che mi piace di più è Angel . Il Dubstep è musica strumentale, che raccoglie i semini lanciati dalla scena Bristol Sound (vi ricordate Massive Attack & Co. ?) una decina di anni fa o ancora prima dai Pop-Group. Diciamo che la nettezza e la potenza delle deflagrazioni sono quelle, i ritmi interrotti derivano da quello, la fusione della cultura bianca e nera, del dancefloor e dell’elettronica, sono quelle. Ma i suoni hanno percorso tempi e spazi, e sono andati in una certa direzione, si sono incupiti ancor di più assumendo una connotazione decisamente dark. I Vex’D aggiungono una coloritura industrial rispetto a nomi più famosi della stessa scena che me li fa preferire.
Ci sarà occasione di riparlare di Londra e ancora di semini lanciati dal dub che sono andati in tutt’altra direzione. Stay connected!
P. S. Fiery the angels (down) fell. Deep thunder rolled around their shores... burning with the fires of Orc.
Sono le parole all'inizio di Angels e che ricorrono ogni tanto nel corso del brano. Sono un riferimento ( o un vero e proprio campionamento?) alle ultime parole di Roy in Blade Runner.