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domenica 20 aprile 2008

Da un bambino biondo ad un altro

Il primo è quello di cui vi ho parlato e che vi ho fatto vedere nel mio precedente post, cioè Giusva della Famiglia Benvenuti, protagonista dello sceneggiato televisivo che ha commosso e intenerito frotte di famiglie negli anni 60, e poi diventato assassino e terrorista fascista che ha “ispirato” la partner Francesca Mambro, gli Offlaga Disco Pax e che, incredibile, continua ad intenerire ancora oggi la Santanchè.
L’altro bambino biondo è quello rappresentato qui in questo post. Owen Pallet, famoso per avere scritto la parte degli archi negli ultimi due album degli Arcade Fire, e per aver fatto un primo curioso disco solista con solo violino e pedale a nome Final Fantasy. Il secondo album solista di Final Fantasy, He poos clouds, è un concept album, ispirato interamente al videogioco Final Fantasy e ai giochi di ruolo. L’album é composto da una serie di canzoni che sembrano più i quadri o i tempi di un’opera sinfonica con tanto di quartetti d’archi e clavicembalo. Qualcosa che ricorda altre opere in voga negli anni settanta, come del resto i concept. Niente di più lontano di quanto andiamo dicendo e affermando in QCS che si occupa in primo luogo della forma canzone e considera i CD o gli album come un residuo di coda negli uomini, o file di capezzoli multipli nelle donne: una cosa d’altri tempi. Eppure questo bizzarro cd contiene un brano che con il suo motivetto al pianoforte ci delizia da qualche tempo. Parliamo di This lamb sells condos. Col riascolto si apprezzano altre complessità del brano come alcune vorticose scale musicali a chiocciola che chiudono il brano o i cori femminili che contrappuntano altre voci maschili.
Puoi ascoltare qui
la versione in studio, ma non so le immagini cosa c'entrino http://www.youtube.com/watch?v=U1kL568eg1w
oppure dal vivo (sfoggia un bel po' di virtuosismo, facendo da solo parti diverse): http://www.youtube.com/watch?v=D7p-hInVZRc&NR=1

domenica 27 gennaio 2008

The war is over e io l’ho persa (seconda versione)

Un brutto colpo, non so se vi è mai capitato, quando fate un bel sogno vi svegliate e cercate disperatamente di riaddormentarvi per riacciuffarlo, ma non capita mai. Oggi ho avuto un’esperienza simile e subito dopo un senso di amarezza mi ha sopraffatto, simile ad una delusione amorosa. Per riprendermi mi ci vuole qualcosa di parallelo a questo mio stato d’animo e le canzoni degli Stars di questo loro ultimo album In our bedroom after the war sono perfette per questo. Personal è una lenta ballata che sperimenta la traduzione in canzone di un annuncio personale, ti fa sentire la trepidazione di un appuntamento al buio vissuto con molto pudore, poi la delusione l’amarezza, un senso di solitudine che ritorna. In fondo è qualcosa di molto simile al mio sogno perso. Personal con il suo pacato incedere così scarno sembra una sorta di partita a ping pong alla moviola tra Torquil Campbell e Amy Millan che interpretano con delicata raffinatezza i loro ruoli con le loro bellissime voci.

E’ inutile dire che incrociamo le dita per Caroline! “sorry to be heavy but heavy is the cost, heavy is the cost”


P. S. : Ma secondo voi Cristicchi non c’entra niente?


La puoi ascoltare qui:
http://www.myspace.com/stars

Ma non male anche questa versione dal vivo:
http://www.youtube.com/watch?v=pP08KPWIl7Y&feature=related

Consiglio: Ascoltate Personal leggendo il testo


venerdì 17 agosto 2007

Uno strano country


Ancora Canada. Per uno strano country ben ritmato e una voce difficile da dimenticare. Lei è Leslie Feist, eclettica trentenne cantautrice della scena musicale di avanguardia canadese, al suo secondo album solista (The Reminder) che ha già sfornato un paio di successi "da radio" certo sopra la media.
La Feist inizia con metal e punk rock. A diciotto anni e per cinque lunghi anni è voce del gruppo di supporto dei Ramones, ma le sue corde vocali rischiano grosso contro i decibel sparati delle chitarre elettriche. Si trasferisce a Toronto dove entra nel gruppo indipendente dei Broken Social Scene e "cambia musica".
Past In Present è un breve leggero e piacevole crescendo, con finale adrenalinico. E' un momento dove un talento cantautorale incontra radici country forse impossibili da nascondere per un artista nordamericano.
Collegamenti:
http://www.myspace.com/feist
http://it.wikipedia.org/wiki/Leslie_Feist

domenica 17 giugno 2007

Vattene via Doctor Blind

Voce sussurrata, lasciami sognare. Dammi la forza di seguirti pianoforte. Vattene via Doctor Blind. Nostalgia, questo è quello che cerchi? Non ti bastano i ricordi, cosa vuoi in più, pillole rosse o blu? Essere figlia di un poeta aiuta, accidenti.
Il primo disco solista di Emily Haines (and the Soft Skeleton) è disperato e cupo al punto giusto, forse freddo tra piano classico e archi romantici, testi clamorosamente belli.
Una vera sorpresa ritrovarsi una bellezza abituata a ritmi danzerecci (Metric) che tira fuori dal cilindro un pezzo (e altri 10 in Knives Don't Have Your Back) onirici e intimistici e soprattutto, signori, autoprodotto senza contributi esterni. Di questi tempi, Chapeau!
Istruzioni per l'uso: ascoltare con le cuffie, audio medio-alto, sognando con gli occhi aperti in cerca di qualcosa non definitivamente perso.

sabato 19 maggio 2007

Specchi neri














Specchio specchio appeso al muro, mostrami dove cadranno le bombe. Aspetta, suona meglio in inglese: Mirror mirror on the wall, show me where them bombs will fall.
Un pezzo (Black Mirror) e un album (Neon Bible) quasi inclassificabili. Gli Arcade Fire, canadesi, mescolano al rock un'altra mezza dozzina di possibili generi che risparmio ai nostri 5 lettori.
Alessandro Manzoni nell'introduzione ai Promessi Sposi si rivolgeva sminuendosi ai suoi "25 lettori". Noi ci sminuiamo ancora di più e ci rivolgiamo ai nostri "5 lettori".
Sappiamo che si tratta di un blog musicale e vi preghiamo di perdonarci per le nostre divagazioni e per l'apparente caoticità dei nostri scritti.
Sappiate che dietro tutto questo ci sono anni vinili, magnetici, ottici e digitali e che un giorno racconterete ai vostri nipoti che voi eravate tra quei 5.

Gli Arcade Fire confermano le loro capacità dopo un primo album considerato da molti un mezzo capolavoro. Lo specchio nero non conosce riflessione nè orgoglio o vanità. Testi cupi ed enigmatici con incursioni in lingua francese.
D'altra parte sono canadesi.
Il Canada mi ha sempre incuriosito. Si chiama così perchè i primi conquistatori spagnoli dopo brevi incursioni in terre fredde e desolate riferirono "ca nada" ai reali spagnoli. E' il secondo paese più esteso del mondo e un canadese su quattro è di lingua francese. Lo sapevate che la frontiera tra Canada e Stati Uniti è la più lunga al mondo (10000 km)?
La cosa sorprendente è come gli Arcade Fire siano riusciti a cambiare registro musicale e a tirar fuori un album decisamente notevole nonostante il successo mondiale ottenuto dopo il loro
primo album (Funeral) e la partecipazione sui palchi di Coldplay, U2 e Bowie.
I brani, Black Mirror in testa, sono strutturati con progressione emotiva (la parte finale è davvero coinvolgente) e partecipativa. E questo qualsiasi cosa voglia dire "partecipativo" nel caso di un pezzo musicale. Ma è un termine molto usato in questi tempi di web 2.0, di condivisioni della conoscenza, di del.icio.us, di flickr, di blog più o meno caotici, più o meno partecipati.

Approfondimenti:
http://www.neonbible.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/The_Arcade_Fire