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domenica 27 luglio 2008

boy was wrong

Celebriamo questo piacevole ritorno con una canzoncina semplice semplice: Boneless dei The Notwist che con il loro recente album The devil, you + me si sono rimessi in gioco. I componenti della formazione tedesca hanno lanciato i loro ultimi semini nel 2002 dopo di ché sono rimasti a guardare chi ha raccolto i loro frutti e ha riseminato e riseminato ancora. Tuttavia in questi 6 anni non sono mancati i progetti collaterali tra cui gli indimenticabili Lali Puna. Che dire di Boneless è quasi una happy rock song dall'aria scansonata, in un disco pregevole ma dai toni molto spesso più indie-malinconici rispetto a quanto ci avevano abituati i Notwist. Una breve melodia che ti rimane dentro e ti colpisce che trasmette perfettamente la sensazione di straniamento che a tutti capita almeno qualche volta, essere pesci fuor d'acqua, sbagliati, e avere voglia di andare via. Ma non mancano alcune raffinatezze sonore: la canzone nasce con semplice pianoforte e batteria ma si arricchisce via via in modo sempre più corale, nel crescendo finale un profluvio di suoni elettronici e reverse fanno morire il pezzo che poi risorge per un attimo.


www.notwist.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/The_Notwist
la puoi ascoltare qui http://www.youtube.com/watch?v=o_PQx0WZmg4


The Notwist Lyrics
Boneless Lyrics

sabato 17 novembre 2007

Bianchi, soffici, freddi

Qualche anno fa me ne tornavo a casa a notte fonda, attraversando una stretta strada provinciale nel freddo dell’inverno. Il cono di luce dei fari illuminava la striscia bianca della mezzeria e poi niente più, buio assoluto. “Battiti” su Radio3, trasmetteva una vocina dal lontano Giappone. Mi piacque moltissimo quel pezzo, annotai la cantante, ma lo cercai invano. C’ho rimesso pure qualche soldo d’anticipo, “Sì ce lo manderanno” ma poi dopo un po’ di settimane di tentativi ho lasciato perdere. Però quel nome l’ho conservato in qualche piega della corteccia celebrale. Naoko Sasaki in arte Piana recentemente ha pubblicato il suo terzo album Eternal Castle. Il mio pezzo preferito è Snowflakes. Si apre con una voce che introduce una pioggierellina di glitch stereofonici. Il ritmo è quello di un respiro. Sospensione e freddo, stanze vuote e bianche. La voce di Naoko sempre al limite, come si fa da quelle parti del mondo. Eleganza estrema. Il brano verso la metà sembra interrompersi e invece si apre compiendo un piccolo miracolo, batteria e archi per un suono circolare e avvolgente, una sorta di ritornello al centro della canzone. Brandelli di voci e sussurri che ci accompagnano dall’inizio girano sempre intorno e chiudono il pezzo che si affievolisce quasi come ad accompagnare un sogno § CodaDrone. Un pezzo, che come altri che ho segnalato è pieno, ricco, contiene un sacco di cose belle e preziose. Un piccolo scrigno.
Lo puoi ascoltare su: